With a Monofin and no arms crosses the “Bocche di Bonifacio” strait

A 50 years old Frenchman, which more than 20 years ago lost his arms in an accident, went through after the summer swim the 15 kilometers of the Straits of Bonifacio, separating Sardinia from Corsica. With a Monofin , which makes the body of swimmers like that of a siren, Thierry Courbalan departed from Santa Teresa di Gallura at around 7:30 and, after less than five hours, reached the beach Piantarella, in the town of Bonifacio in Corsica. “Everything went well, although there were currents and long waves,” said Courbalan who has suffered the amputation of the arms when he was 29 years old. “When I’m in water I have the impression of having gills, do not feel pain, no soreness.” To achieve the enterprise of the Ajaccio technician has trained for four months and was assisted and replenished at sea from a kayak. “I launched this challenge to give hope to people with disabilities who do not believe anymore,” said Courbalan who dedicated crossing Bout de vie association founded to help people who suffer an amputation. After crossing from Santa Teresa di Gallura to Bonifacio by the athlete in the French town of Sardinia is also planned that will be going for a visit on 16 January, the Italian athlete, devoid of the right leg, Salvatore Cimino, of 42 years of Castellammare. The patrol in Gallura will prepare the enterprise of crossing the Strait of Bonifacio in the program, according to weather conditions, between May and June 2010. Cimino is not new to the commitments of this kind, has already ‘made the crossing of the English Channel and Messina.
Un francese di 50 anni, che più di 20 anni fa perse le braccia in un incidente, ha attraversato dopo l’estate a nuoto i 15 chilometri delle Bocche di Bonifacio, che separano la Sardegna dalla Corsica. Con una pinna unica per i due piedi, che rende il corpo dei nuotatori simile a quello di una sirena, Thierry Courbalan è partito da Santa Teresa di Gallura intorno alle 7:30 e, dopo meno di cinque ore, ha raggiunto la spiaggia di Piantarella, nel comune di Bonifacio in Corsica. “È andato tutto bene, anche se c’erano correnti e onde lunghe”, ha raccontato Courbalan che ha subito l’amputazione delle braccia a 29 anni. “Quando sono in acqua ho l’impressione di avere le branchie, non sento né dolore, né indolenzimenti”. Per realizzare l’impresa il tecnico informatico di Ajaccio si è allenato per quattro mesi ed è stato assistito e rifornito in mare da un kajak. “Mi sono lanciato in questa sfida per dare una speranza alle persone con handicap che non ci credono più”, ha precisato Courbalan che ha dedicato la traversata all’associazione Bout de vie fondata per aiutare le persone che subiscono un’amputazione. Dopo la traversata da Santa Teresa di Gallura a Bonifacio da parte dell’atleta francese nella cittadina sarda è previsto, inoltre, che si recherà, per un sopralluogo il prossimo 16 gennaio, l’atleta italiano, privo della gamba destra, Salvatore Cimino, di 42 anni, di Castellammare. La ricognizione in Gallura servirà per preparare l’impresa della traversata dello Stretto di Bonifacio in programma, in base alle condizioni meteo, fra maggio e giugno 2010. Cimino non è nuovo a impegni di questo genere, ha infatti gia’ effettuato la traversata del Canale della Manica e di quello di Messina.
SOURCE: Il Messaggero Sardo
Francés sin brazos cruza a nado el Estrecho de Bonifacio con una monoaleta
PARÍS.- Un francés de 50 años, que hace más de 20 perdió los brazos en un accidente, atravesó a nado este domingo los 15 kilómetros de las Estrecho de Bonifacio, que separan Serdeña de Córcega. Thierry Courbalan partió por la mañana desde Santa Teresa de Gallura y, tras casi cinco horas, alcanzó las playas de Piantarella, en la comuna de Bonifacio en Córcega. ”Anduvo todo bien, aunque había corrientes y olas altas”, relató Courbalan, que sufrió la amputación del brazo a los 29 años. ”Cuando estoy en el agua, tengo la impresión de tener branquias, no siento ni dolor”, agregó. Para llevar a cabo el cruce, el técnico informático se entrenó durante cuatro meses y estuvo asistido en el mar desde un kajak. ”Me lancé en este desafío para dar una esperanza a las personas con handicap que no creen más en ellos mismos”, precisó Courbalan.
SOURCE: http://www.emol.com/noticias/internacional/detalle/detallenoticias.asp?idnoticia=377788


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