Gian Mario Migliaccio, un Pinnatista d’altri tempi
Ciao Gian Mario, forse non tutti sanno che eri un atleta di alto livello di Nuoto Pinnato negli anni 80, raccontaci un po’ della tua carriera dagli esordi fino alla fine all’inizio dei ’90.
Ciao, la “carriera” agonistica purtroppo dura troppo poco in effetti. Inizio a nuotare all’età di 5 anni presso la piscina del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle a Roma dove mio padre era l’allenatore, dopo il trasferimento a Cagliari ho continuato a fare nuoto agonistico con successi alterni. Lungo la strada dello sport, ho fatto anche canoa, mi sono ritrovato sulla via del Pinnato che, con grandi sacrifici per via di spazi acqua ridottissimi, ho attivato con grande passione. Dall’82 all’89 ho fatto contemporaneamente nuoto e nuoto pinnato, tralasciando però il nuoto. Nel Pinnato ho fatto parte della nazionale giovanile a 2 campionati Europei ed anche una volta in quella Assoluta. I miei tempi , se non ricordo male, erano sui 50m 17.36 , sui 100Ara 40.08 e sui 100 42.12 mentre nel Fondo avevo preso la medaglia d’argento agli Italiani.
Dall’89 , complice una forte tendinite ai piedi, ho dovuto passare la mano al Nuoto dove mi sono dedicato al mezzo fondo in acque libere fino a vincere, nel 1990, il Campionato Italiano a squadre con la mia società Nuoto Club Cagliari. Dopo uno o due anni ho lasciato tutto, molto a malincuore, e mi son dato al mondo del lavoro avviando la mia impresa nel campo della Comunicazione che tutt’ora conduco. Peccato per la nazionale di acque libere nel nuoto, l’hanno istituita dopo poco tempo ed io ero tra i favoriti…peccato, ancora ci penso.
Attualmente sei nell’ambiente del Nuoto Classico. Di cosa ti occupi principalmente?
Parallelamente all’attività d’impresa ho continuato gli studi in campo sportivo, la passione rimaneva intatta. Dopo l’Isef e l’integrazione, con 12 esami, in Scienze Motorie ho preso la laurea specialistica in Scienza dello Sport all’Università di Cagliari e poi ho vinto il concorso per il Dottorato di Ricerca in Fisiologia e Scienza dello Sport all’Università di Roma Tor vergata. Attualmente sono Professore a contratto in Sport natatori nelle lauree triennali e specialistiche di Scienze Motorie a Cagliari.
Segui ancora il Nuoto Pinnato? Qual è il tuo atleta preferito (del passato o anche attuale)?
Sicuramente vandini, galantucci e bettazzoni tra gli uomini e la barbara nanni tra le donne. I nomi del presente non li conosco benissimo, purtroppo.
Qual è stata l’esperienza o la gara più bella nella tua carriera?
Lo stretto di messina, fatto 4 volte, dove nella mia prima edizione avevo 15 anni ed il mio “barcaiolo” credendo fossi tra gli ultimi … Mi aveva perso. Io ho nuotato solo soletto verso l’arrivo, arrivando nei primi 10, e con l’ansia di raccontare il tutto a mia madre con il rischio di farla rimanere a terra… Cosa che è quasi successa non appena ha saputo l’impresa del figlio
Domanda poco corretta: Nuoto Pinnato o Nuoto Classico, quale preferisci e perchè?
Sicuramente il nuoto ha più seguaci ed è più considerato dai media e dall’opinione pubblica ma il “brivido” della velocità del pinnato ti rimane dentro.
L’ambiente del Pinnato…ti piaceva? Sei sempre in contatto con i tuoi vecchi amici?
Grazie a facebook oggi ho tanti vecchi amici in contatto
Hai un sito web? Pensi che la rete possa aiutare lo sviluppo del Nuoto Pinnato?
Il web aiuta tutto, basta usarlo bene. Il mio blog parla di tante cose, anche di sport ed è il mio cognome punto it, quindi http://www.migliaccio.it.
Lo sport e i giovani…che consigli daresti ad un atleta che sta iniziando a praticare in Nuoto Pinnato, o qualsiasi altro sport?
Lo sport è la cosa più bestiale, massacrante, dannosa che esista. Ti porta via tutto il tempo libero che hai, le energie e la motivazione. Ci sono giorni dove vorresti buttar via costume e cuffia dal 10° piano e mandare
tutto all’aria, ci sono giorni dove ti specchi e vedi che hai perso la gara più importante che preparavi da un anno e ti dici… “ma chi me l’ha fatto fare”. Ci sono giorni dove ti domandi… “perchè lo sto facendo”.
E questo è quello che puoi pensare nel presente.
Ma se hai fatto sport, quello vero, e se hai davvero fatto dei sacrifici importanti, hai vinto e ti sei amato, hai perso ed hai sofferto ma poi ti sei allenato ancora più duramente… Allora, tra 10 o 20 anni, quando ti
guarderai indietro dirai una sola cosa : grazie sport.
In questi anni del 2000 è dura per i genitori far fare sport ai bambini, è durissima.
Ma la più grande scuola di vita è lo sport, quello vero, dove si insegna che nella vita nulla è regalato. Ma si può raggiungere. E non c’è niente di più importante
Il Nuoto Pinnato in Sardegna…tempo fa c’erano anche delle gare importanti nelle splendide acque dell’isola. Che fine ha fatto il Pinnato da quelle parti? Attualmente c’è qualche politica a riguardo?
E’stata dura lottare per anni per uno spazio acqua schiacciato dalle società del nuoto e dopo la nostra uscita nessuno a cagliari ha ripreso, a sassari qualcuno ci ha provato con buoni risultati.
Dicci quello che vuoi (argomento libero)
Pinnato, nuoto o ginnastica. E’ sport, quello vero. I nostri bambini, io ne ho 2 e lo vedo tutti i giorni, sono bersagliati da “idoli” del calcio che festeggiano ben sapendo di aver fatto gol di mano, baciano coppe intrisi di doping ed anche “giovani d’oggi” che son famosi solo perché siedono su una sedia e resi noti per il loro “dolce far niente”. No, lo sport da altri valori ed il pinnato lo insegna. Io, grazie ai mie genitori, so che per arrivare ad un risultato devo faticare ed impegnarmi, posso sbagliare ma so riprendermi e so vincere così come so che si può perdere. Ma rispettando le regole e gli avversari. Spero che i miei figli , qualunque sport continueranno a fare, possano venire “contagiati” dai valori dello sport, quello sano.


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